Serata in allegria

4 07 2009

Giovedì scorso ho assistito, nel cortile della biblioteca di Cerea, alla commedia di Eduardo Scarpetta “Un turco napoletano”, portata in scena dalla Nuova Compagnia Teatrale di Verona diretta da Enzo Rapisarda. La compagnia, che da alcuni anni si esibisce nel mio paese in occasione dell’estate teatrale all’aperto, è stata come sempre splendida ed ha saputo trascinare il pubblico in un susseguirsi di risate e di allegria pura.  Questa è infatti una commedia leggera, senza pretese di pensieri profondi o filosofie di vita, “da bere tutta d’un fiato” come ha detto lo stesso attore-regista Rapisarda alla fine dello spettacolo intrattenendosi piacevolmente col pubblico. E così è stato! Ho passato due orette gioiose coinvolta solo da quello che avveniva sul palcoscenico e dimentica di tutto il resto.  Grazie maestro Rapisarda per portare questi gioiellini teatrali anche nei modesti paesi della “Bassa” veronese. Davvero un grande e lunghissimo applauso.

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 La nuova Compagnia Teatrale si esibisce tutta l’estate a Corte Molon a Verona e in tournée, in varie località vicine e lontane. Per avere informazioni più precise cliccate sul link a Enzo Rapisarda nel mio blogroll.





VIVA L’ESTATE

25 06 2009

Traduco liberamente la bella poesia di Gérard de Nerval (per leggere il testo in francese vedi alla pagina Journal Intime) “Les papillons”…

LE  FARFALLE

Di tutte le belle cose

Che vi mancano in inverno,

quale preferite?

-         Io, le rose;

-         Io, la visione di un bel prato verde;

-         Io, le messi biondeggianti

         Chiome dei campi;

-         Io, l’usignolo che canta;

-         E io, le belle farfalle.

La farfalla, fiore senza stelo

Che volteggia,

che si coglie con una reticella;

nella natura infinita,

armonia

tra la pianta e l’uccello.





Credi…

24 06 2009

“PERCHE’ SIETE COSI’ PAUROSI? NON AVETE ANCORA FEDE?”    

 

                                                                                     (Marco 4: 40)





Lotta…

24 06 2009

I  SLEPT AND DREAMT THAT LIFE WAS JOY

      I  AWOKE AND SAW THAT LIFE WAS SERVICE  

I  ACTED AND BEHOLD

SERVICE  WAS  JOY.





Ama…

21 06 2009

Amo…tra le molte cose, amo viaggiare, scoprire nuove città, nuovi paesaggi, pezzi di storia e culture diverse, persone e personaggi di tutti i tipi… se avessi denaro a sufficienza e tanto tempo libero, sarei sempre in viaggio… Ma mentre mi sposto o rimango ferma intraprendo un viaggio più importante e difficile alla scoperta di me stessa. Legandomi a questo tema mi sento di condividere pienamente l’affermazione di Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.





Assolutamente da non perdere…

21 06 2009

Segnalo questo evento a Cerea: Giovedì 2 Luglio ore 21.30 – Corte della Biblioteca comunale Cerea - La Nuova Compagnia Teatrale di Verona presenta
“Un Turco Napoletano”

Commedia comica in due atti di Eduardo Scarpetta – Regia di Enzo Rapisarda





BUONA PASQUA

11 04 2009

AUGURI PER UNA SERENA PASQUA A TUTTI I MIEI AMICI E AI NAVIGATORI DEL WEB CHE PER CASO DOVESSERO “NAUFRAGARE” SU QUESTO BLOG…
UN AUGURIO SPECIALE AGLI AMICI DELL’ABRUZZO PERCHE’ LA RESURREZIONE DI CRISTO POSSA ESSERE LORO DI AIUTO A RIALZARSI E A TROVARE IL CORAGGIO E LA FORZA DI RICOMINCIARE.





STABAT MATER

10 04 2009

VENERDI’ SANTO 2009

E’ un Venerdì Santo più doloroso del solito per gli Italiani. Oggi si celebrano i funerali delle vittime del terremoto di domenica scorsa in Abruzzo. Agli abitanti di questa regione che hanno perso tutto e soprattutto sono stati colpiti da tanti lutti, va il mio pensiero pieno di dolore e solidarietà. La preghiera Stabat Mater di Jacopone da Todi che medita sulla sofferenza di Maria durante la Passione del figlio Gesù, possa far sentire la Santa Maria vicina agli amici abruzzesi nella loro disperazione e infondere loro il coraggio di andare avanti e la fiducia nell’Amore che Dio ha comunque per tutti gli uomini.

Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti !

Quae moerébat et dolébat,
pia mater, cum vidébat
nati poenas íncliti.

Quis est homo, qui non fleret,
Christi Matrem si vidéret
in tanto supplício?

Quis non posset contristári,
piam Matrem contemplári
doléntem cum Filio ?

Pro peccátis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagéllis subditum.

Vidit suum dulcem natum
moriéntem desolátum,
dum emísit spíritum.

Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.

Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.

Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.

Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.

Fac me vere tecum flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.

Iuxta crucem tecum stare,
te libenter sociáre
in planctu desídero.

Virgo vírginum praeclára,
mihi iam non sis amára,
fac me tecum plángere.

Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac me sortem
et plagas recólere.

Fac me plagis vulnerári,
cruce hac inebriári
et cruóre Fílii.

Flammis ne urar ne succénsus,
per te, Virgo, sim defénsus
in die iudícii.

Fac me cruce custodíri
morte Christi praemuníri,
confovéri grátia.

Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória. Amen.

La Madre addolorata stava
in lacrime presso la Croce
su cui pendeva il Figlio.

E il suo animo gemente,
contristato e dolente
una spada trafiggeva.

Oh, quanto triste e afflitta
fu la benedetta
Madre dell’Unigenito!

Come si rattristava e si doleva
la pia Madre
vedendo le pene dell’inclito Figlio!

Chi non piangerebbe
al vedere la Madre di Cristo
in tanto supplizio?

Chi non si rattristerebbe
al contemplare la pia Madre
dolente accanto al Figlio ?

A causa dei peccati del suo popolo
Ella vide Gesù nei tormenti,
sottoposto ai flagelli.

Vide il suo dolce Figlio
che moriva, abbandonato da tutti,
mentre esalava lo spirito.

Oh, Madre, fonte d’amore,
fammi forza nel dolore
perché possa piangere con te.

Fa’ che il mio cuore arda
nell’amare Cristo Dio
per fare cosa a lui gradita.

Santa Madre, fai questo:
imprimi le piaghe del tuo Figlio crocifisso
fortemente nel mio cuore.

Del tuo figlio ferito
che si è degnato di patire per me,
dividi con me le pene.

Fammi piangere intensamente con te,
condividendo il dolore del Crocifisso,
finché io vivrò.

Accanto alla Croce desidero stare con te,
in tua compagnia,
nel compianto.

O Vergine gloriosa fra le vergini
non essere aspra con me,
fammi piangere con te.

Fa’ che io porti la morte di Cristo,
avere parte alla sua passione
e ricordarmi delle sue piaghe.

Fa’ che sia ferito delle sue ferite,
che mi inebri con la Croce
e del sangue del tuo Figlio.

Che io non sia bruciato dalle fiamme,
che io sia, o Vergine, da te difeso
nel giorno del giudizio.

Fa’ che io sia protetto dalla Croce,
che io sia fortificato dalla morte di Cristo,
consolato dalla grazia.

E quando il mio corpo morirà
fa’ che all’anima sia data
la gloria del Paradiso. Amen.





Un bellissimo evento

5 04 2009

EVENTO davvero “magico” quello dell’incontro con l’autore Andrea Ciresola, organizzato dalla Biblioteca Comunale, tenutosi questo pomeriggio a Cerea presso palazzo Grigolli-Bresciani: non riesco a trovare altro aggettivo per definirlo.
Lo scrittore, coadiuvato da un suo amico-collega, l’attore Mattia Meneghini, che ha letto e interpretato alcuni testi e accompagnato dalla straordinaria chitarra di Gabriele Posenato, ha intrattenuto il pubblico, parlando del suo racconto che presentava oggi “Vangog”, raccontando come sono nate alcune sue opere, piccoli ma significativi eventi autobiografici, sue sensazioni, intuizioni, aspirazioni, emozioni, il tutto con una sensibilità, semplicità, entusiasmo e talora anche gaiezza incredibili. E’ stata un’ora piacevolissima che ha emozionato in modo molto dolce ed anche profondo i presenti.
Conoscevo Ciresola solo in modo indiretto avendo egli in passato collaborato a progetti sulla lettura del nostro Circolo didattico, ma non avevo mai avuto l’occasione di incontrarlo personalmente e di apprezzarlo non solo come scrittore (oltretutto veronese!) ma anche come persona straordinaria, ottimo narratore, artista che si esprime anche con la pittura e la musica, che ha inventiva, creatività e soprattutto, ribadisco, sensibilità (dono sempre più raro nella nostra epoca) davvero invidiabili. Ho avuto l’impressione di una persona speciale che sa cogliere le cose più nascoste, migliori e più vere nelle persone comuni, nei paesaggi, negli ambienti della vita quotidiana, nei piccoli gesti, nella saggezza degli anziani e delle donne, nella magia dei suoni e dei colori, di un cielo stellato, nelle coincidenze della vita, quei piccoli “miracoli” (io li chiamo così) da cui si sprigionano eventi speciali per ogni persona, come per lui la nascita di un racconto e per me l’incontro di oggi, che mi ha permesso di ritornare a casa con un bel sorriso in faccia e un po’ più di fiducia nel genere umano, negli uomini in particolare…
Sono grata ai protagonisti di questo appuntamento culturale per avermi regalato un’ora speciale di vita.
Spero di aver occasione di incontrare ancora lo scrittore Andrea Ciresola. Non conoscevo le sue opere ma sicuramente ora le leggerò.

Andrea Ciresola, nato a Verona, vive a Monteforte d’Alpone. Lavora come restauratore di opere d’arte. E’ scrittore, pittore e fotografo. Ha pubblicato “Una fragola per capello”, libro di racconti.





LIKE A RAINBOW

4 04 2009

DOMANI 5 APRILE sarebbe stato il compleanno della mia carissima collega Paola, scomparsa l’estate scorsa in un terribile incidente stradale. Da quel 21 luglio non c’è stato giorno in cui non abbia pensato a lei, la sua foto mi sorride sempre sullo schermo del mio pc, la sento sempre vicina ma allo stesso tempo mi manca tanto.
Con il cuore gonfio di lacrime le dedico questa bella canzone di Adriano Celentano che era stata composta per il compianto, immenso Lucio Battisti. Niente meglio dell’arcobaleno potrebbe rappresentare il sorriso e l’amore di Paola per i bambini, per la sua famiglia, per chi soffre, per il suo prossimo e per la vita.
Ancora GRAZIE cara amica.

L’ARCOBALENO – ADRIANO CELENTANO

Io son partito poi così d’improvviso
Che non ho avuto il tempo di salutare
Istante breve, ancora più breve
Se c’è una luce che trafigge il tuo cuore
L’arcobaleno è il mio messaggio d’amore
Può darsi un giorno ti riesca a toccare
Con i colori si può cancellare
Il più evidente e desolante squallore

Son diventato sai il tramonto di sera
E parlo come le foglie d’aprile
E vibro dentro ad ogni voce sincera
E con gli uccelli vivo il canto sottile
E il mio discorso più bello e più denso
Esprime con il silenzio il suo senso

Io quante cose non avevo capito
Che sono chiare come stelle cadenti
E devo dirti che è un piacere infinito
Portare queste mie valigie pesanti

Mi manchi tanto amico caro davvero
E tante cose son rimaste da dire
Ascolta sempre solo musica vera
E cerca sempre se puoi di capire

Son diventato sai il tramonto di sera
E parlo come le foglie di aprile
E vibro dentro ad ogni voce sincera
E con gli uccelli vivo il canto sottile
E il mio discorso più bello e più denso
Esprime con il silenzio il suo senso

Mi manchi tanto amico caro davvero
E tante cose son rimaste da dire
Ascolta sempre solo musica vera
E cerca sempre se puoi di capire
Ascolta sempre solo musica vera
E cerca sempre se puoi di capire