Matematica nella scuola primaria
Segnalo alle colleghe di Matematica il programma-progetto Matemagica di Nicoletta Secchi, insegnante elementare.
La quiete di Bosco Felice e dei suoi abitanti è stata turbata dall’incantesimo di una strega malvagia: per vincerlo servono volontari disposti ad affrontare 21 difficilissime prove……. guarda caso… PROVE MATEMATICHE!!!
Matemagica più che un programma è (o meglio sarà, una volta terminato) una collezione di programmi: 21 programmi indipendenti (più il programma indice e il programma che gestisce le ricompense) che si propongono di coprire con esercizi specifici, per ogni obiettivo didattico, tutto il curricolo di educazione logico-matematica per la II elementare.
Si tratta complessivamente di circa 100 esercizi, contenuti in 21 “ampolle” (o prove, o unità didattiche).
I programmi di Matemagica possono essere utilizzati anche in veste di “gioco-ripasso”, nei primi mesi di classe terza, oppure per alunni di classi successive, con difficoltà di apprendimento…
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- Istituto Comprensivo I di Suzzara (Mantova) |
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Per contattare l’autrice: matemagica@vbscuola.it |
Giochi per la pronuncia
I miei ragazzi di classe 5a hanno apprezzato questa scheda che ho creato per la fissazione della pronuncia e dell’ortografia di alcune parole che facilmente essi confondono.
Read and compare.
- A snake is not a good snack.
- The chicken is in the kitchen.
- Bears don’t drink beer.
- Ham is not good with jam.
- There are three trees in my garden.
- Here you are: four presents for you.
- There’s a flower on the floor.
- Bad children go to bed late.
- You can’t ski in the sky.
- From the hill you can see the sea.
- When I am hungry I become angry.
- Little Red Riding Hood is walking in the wood.
- My trousers are a real treasure.
Queste frasi un po’ ridicole, proprio per aver fatto sorridere i bambini, sono state per loro efficaci per la memorizzazione della pronuncia e dell’ortografia delle parole evidenziate.
SCRITTURA CREATIVA … è possibile anche in lingua straniera.
Già vari anni fa ho sperimentato con successo un modo per invogliare i bambini a utilizzare l’inglese anche per scrivere… molte sono le strategie disponibili, dall’uso di giochi tipo parole crociate, alla corrispondenza con coetanei stranieri, ma anche il rielaborare in modo semplice fiabe note, creando così un sacco di nuove storie. Ad esempio Cappuccetto Rosso può diventare Cappuccetto Giallo e invece del lupo può incontrare un leone, il bosco diventa la savana, il cacciatore non ha fucile ma una lancia, per la nonna non c’è la torta ma un cesto di frutta… e via, mille altre trasformazioni che nascono dalla fantasia dei bambini…
Proprio ieri, con i miei bambini di quinta, abbiamo pensato a una nuova fiaba che si potrebbe ricavare dal Gatto con gli stivali… l’idea è venuta da una rima trovata sul libro di testo “fox-socks”, e così si è pensato alla Volpe con i calzini (The fox in socks)… simpatica l’idea, vero? Però per ora è solo un’idea, un titolo buttato lì che ci è venuto così, spontaneamente, non so se poi riusciremo a concretizzare il testo perché purtroppo ci sono già in programma una miriade di cose da fare e nel Piano di studio di quest’anno non era prevista questa attività (Rielaborare semplici testi di fiabe note).
Come dicevo nella mia pagina di apertura, io avrei lo spirito dell’artista e quando mi viene un’idea che mi piace vorrei poter immediatamente darle vita lasciando perdere tutto il resto… ma questo raramente è possibile a scuola. Confesso che a volte i Piani di studio, le programmazioni e tutte le Circolari che ci piovono dall’alto mi vanno un po’ stretti…
PROGETTO LETTORE – CLASSI QUINTE
Giovedì 27 marzo le classi quinte della mia scuola hanno partecipato al secondo incontro con il lettore di madrelingua inglese, come previsto dal progetto di Circolo, denominato appunto “Progetto lettore”. Il primo incontro si era svolto il 6 marzo. Ognuno dei due gruppi di alunni aveva interagito per un’ora con una lettrice di madrelingua inglese, la signora Jane, di origine americana, sempre tenuti in osservazione e talora supportati da me, loro insegnante di classe per la lingua inglese. Sono state proposte attività di conversazione e di gioco che hanno coinvolto i ragazzi e li hanno stimolati ad utilizzare il più possibile in modo autonomo le loro conoscenze di lingua straniera. Inoltre essi si sono confrontati per la prima volta con una pronuncia un po’ diversa da quella “really English” che normalmente ascoltano in classe dalle cassette che fanno da sussidio al testo. All’inizio sembravano un po’ smarriti, ma poi piano piano hanno preso confidenza con il fare simpatico e coinvolgente della lettrice ed hanno cominciato a comprendere anche le parole pronunciate in modo leggermente diverso. L’incontro di giovedì 27 prevedeva una “BIG surprise”: assieme alla lettrice si è presentato in classe un mimo! Un signore di nome “Pierrot”, molto triste, piangente per le sue pene amorose e che non sapeva parlare inglese… I ragazzi, assieme a Jane, si sono riproposti di ridargli il sorriso e per ottenere questo era indispensabile insegnargli almeno qualche parola. In molti si sono cimentati con entusiasmo in questa sfida: detta una parola in iglese, essi dovevano farne comprendere il significato attraverso il mimo, gestualità, espressioni del viso e tutto quanto la fantasia poteva loro suggerire. E’ stata un’esperienza molto coinvolgente, gratificante e divertente; anche i bambini normalmente più timidi hanno tirato fuori tutte le loro risorse e si sono espressi al meglio. La lettrice e il mimo hanno sicuramente svolto egregiamente il loro compito. Ritengo che le attività di questo progetto abbiano realizzato tutti gli obiettivi che esso prevedeva e soprattutto che siano state un’esperienza che resterà come un bel ricordo nella mente dei ragazzi.
PROGETTO “TEATRO SENZA FRONTIERE” – CLASSI PRIME
Martedì 6 maggio le classi prime della mia scuola Olga Visentini e della scuola primaria di Asparetto hanno preso parte alle attività previste dal progetto di Circolo “Teatro senza frontiere”, cioè un piccolo spettacolo teatrale in lingua inglese e un laboratorio della durata di circa 45 minuti. La rappresentazione e il laboratorio sono stati tenuti da tre giovani attrici, molto brave ed esuberanti, di madrelingua inglese che fanno parte dell’organizzazione Onlus “Teatro senza frontiere”. Con l’aiuto di un “magic book”, e il coinvolgimento diretto dei bambini che erano chiamati di volta in volta a ripetere, indovinare, rispondere, eseguire dei comandi, mimare… , noti personaggi dei cartoni hanno sfilato, cantato, parlato, interagito con gli alunni durante lo spettacolino chiamato appunto “Cartoon Parade”. Successivamente i bambini sono stati divisi in 3 gruppi ed ogni gruppo ha partecipato ad un laboratorio condotto tutto in lingua inglese che attraverso la metodologia della Total Physical Response ha proposto attività ludiche miranti a sviluppare e consolidare le abilità dell’ascolto e del parlato. I bambini hanno dimostrato attenzione e una partecipazione molto attiva. E’ stata sicuramente una “lezione” diversa di inglese, molto piacevole, gioiosa e stimolante che ha fatto vivere un pomeriggio scolastico indimenticabile ai miei alunni più piccini.
Idea simpatica e creativa. I giochi di parole sono sempre utili sia per migliorare l’apprendimento di una lingua straniera, sia per l’arricchimento lessicale anche nella lingua madre. Ciao Anny
A proposito della rielaborazione di fiabe.
Davvero simpatica l’idea della volpe con i calzini, per realizzarla in breve tempo, forse, si potrebbe procedere in due modi:
a) chiedere la collaborazione dell’insegnante d’italiano affinchè venga preparata una prima stesura nella nostra lingua e chiedere che nelle ore di immagine si proceda a creare delle immagini in sequenza (oppure delle sequenze elaborate al computer nelle ore di dinformatica) – forse si chiedono troppe collaborazioni e risulta difficile realizzare il tutto? Passiamo all’altro modo:
b) dare, come compito per casa, la consegna di riformulare un pezzetto di fiaba, se possibile chiedendo ai bambini di trovarsi a lavorare in piccoli gruppi; a scuola riunire i vari pezzi per avere la storia completa. In un secondo tempo, sempre come compito di casa, chiedere di procedere analogamente per preparare i disegni della storia. Non so se in quinta sono già in grado di scrivere da soli delle frasi in inglese. Eventualmente questa parte può essere svolta a scuola.
Spero tu riesca a realizzare le tue idee, ciao Anny